Materie prime critiche
Più di recente le competenze del CITE sono state ulteriormente integrate dal decreto-legge 25 giugno 2024, n.84, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 2024, n. 115, recante “Disposizioni urgenti sulle materie prime critiche di interesse strategico”.
In particolare, l’art. 2, comma 1, del citato decreto-legge 84/2024, prevede che “quando è presentata presso la Commissione europea una domanda di riconoscimento del carattere strategico di un progetto di estrazione, trasformazione o riciclaggio delle materie prime strategiche, da attuare sul territorio nazionale, il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE) di cui all'articolo 57-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, integrato dal Ministro della difesa, dall'Autorità delegata di cui all'articolo 3 della legge 3 agosto 2007, n. 124, ove istituita, e dal Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, si pronuncia, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 8, del regolamento (UE) 2024/1252 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, sulla sussistenza di eventuali motivi ostativi entro sessanta giorni dalla trasmissione del progetto da parte della Commissione europea”. Inoltre, l’articolo 2 del dl 84/2024 prevede, al comma 2, che “nel caso di progetti sulla terraferma, la determinazione del CITE è adottata sentita la Regione interessata”.
Secondo quanto disposto dal citato art. 7 del regolamento (UE) 2024/1252 al paragrafo 1 “le domande di riconoscimento di un progetto relativo alle materie prime critiche come progetto strategico sono presentate dal promotore del progetto alla Commissione”. La Commissione valuta le domande di cui al paragrafo 1 dello stesso articolo 7, attraverso un invito aperto con date di scadenza regolari.
Il Comitato europeo per le materie prime critiche, composto da rappresentanti degli Stati membri e della Commissione e presieduto da un rappresentante della Commissione in qualità di presidente, si riunisce a intervalli regolari in conformità dell’articolo 36, paragrafo 5, per discutere ed emettere, sulla base di un processo equo e trasparente, un parere sul fatto che i progetti proposti soddisfino o no i criteri di cui all’articolo 6, paragrafo 1, del citato regolamento UE. La Commissione trasmette, quindi, la domanda completa allo Stato membro, al paese terzo o al Paese e territorio d'oltremare (PTOM) il cui territorio è interessato da un progetto proposto.
Il CITE, come richiamato nel dl 84/2024 si pronuncia in virtù di quanto previsto all’articolo 7, paragrafo 8, del regolamento UE che prevede in particolare che “qualora lo Stato membro il cui territorio è interessato da un progetto proposto si opponga alla concessione dello status di progetto strategico al progetto proposto, il progetto non è considerato per il riconoscimento del progetto come strategico”.
Inoltre, ai sensi dell’articolo 15, comma 2, “Il CITE, sentite le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano interessate, approva il Programma nazionale di esplorazione delle materie prime critiche…”.
Il PNE ha l’obiettivo di definire un quadro delle potenzialità minerarie nazionali tramite l’integrazione delle informazioni minerarie pregresse con una nuova campagna di ricerca mineraria di base, a distanza di circa 30 anni dall’ultimo investimento nazionale in ricerca mineraria. Il programma mira, pertanto, a identificare le aree più promettenti dal punto di vista minerario, focalizzando l’interesse sulle Materie Prime Critiche/Strategiche definite dalla UE, in molti casi mai o poco ricercate in Italia, ma anche su altri materiali di specifico interesse per l’industria nazionale. Nel PNE vengono proposti 14 progetti di ricerca distribuiti su tutto il territorio nazionale, ai quali si aggiunge la mappatura nazionale dei depositi dei rifiuti estrattivi prevista dal progetto PNRR URBES. Tutti i dati raccolti confluiranno nel Database Minerario Nazionale GeMMA, sviluppato nell’ambito del progetto GeoSciencesIR del PNRR.